TERREMOTO IN FORZA ITALIA: “LICENZIATA” MARIAROSARIA ROSSI

Ora l'informazione online che l'aveva scelta come facilissimo bersaglio dovrà aggiustare il tiro e affinare un po' le armi per cercare di raccontare i motivi reali del tracollo del centrodestra casertano, che affondano le radici nei suoi esponenti locali e nella loro recente strategia elettorale piuttosto che nel décolleté della parlamentare originaria dell'Alto Casertano, la quale ha semplicemente cercato di cavare il ragno dai tanti buchi che gli esponenti di Forza Italia e degli altri partiti e movimenti locali avevano fatto nella coalizione: la casertana Mariarosaria Rossi è stata "licenziata" e non fa più parte del "cerchio magico" di Silvio Berlusconi. Lo racconta la Repubblica nell'articolo che riproduciamo qui sotto.

Mariarosaria Rossi durante una seduta alla Camera dei Deputati, Roma, 13 settembre 2011. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

Un terremoto nel mondo berlusconiano. Forza Italia "licenzia" il cerchio magico. Via Mariarosaria Rossi, Deborah Bergamini e Alessia Ardesi, dentro uomini azienda e fedelissimi del vecchio corso. Così ha stabilito il board che ha in mano l'impero dell'ex Cavaliere, i provvedimenti formali nei prossimi giorni. Una mossa studiata da Fedele Confalonieri e Marina Berlusconi, Gianni Letta e Nicolò Ghedini, per sottrarre il leader all'abbraccio soffocante dei pretoriani di Arcore, in vista dell'uscita del "patriarca" dal San Raffaele, slittata intanto tra il 10 e il 14 luglio.

La prima a cadere, ha sentenziato il "direttorio" politico-familiare, sarà la senatrice Rossi. Tesoriera, amministratrice unica, di fatto plenipotenziaria del partito in questi anni, con in tasca il diritto di firma: potere di vita e di morte sulle liste. È proprio questa titolarità che la tesoriera ha accettato di cedere, sotto le pressioni di queste settimane. La sostituirà non già uno dei dirigenti di partito che vi aspirano, ma un manager Fininvest "di assoluta fiducia", il cui nome sarà reso pubblico nei prossimi giorni. Ma lo stesso quadrumvirato che regge l'impero in questa delicata transizione tiene a far sapere che non sono pecche nella gestione dei conti a far saltare la tesoriera. E a supporto di questa tesi viene sottolineato come il bilancio 2015 appena approvato dal partito – non senza polemiche interne – si è chiuso con "soli" 3,5 milioni di disavanzo (erano 12 milioni nel 2014, quando non era lei a gestirlo). Mariarosaria Rossi aveva già rassegnato le dimissioni alla vigilia dell'intervento al cuore del capo, "stanca dell'assedio": erano state congelate. Ora saranno accettate. Ma non basta.

La rivoluzione si allarga anche alla gestione dell'agenda e della comunicazione del Cavaliere. Un passo indietro sarà chiesto anche a Bergamini (che però nega il repulisti), che da tempo ha in mano la delega per il rapporto con i media. L'idea che va per la maggiore accredita Valentino Valentini – un passato da interprete del Capo e un presente da parlamentare – come successore della deputata toscana. A lei verrebbe imputata soprattutto la scelta di Marchini per Roma, rivelatasi fallimentare. Infine Alessia Ardesi. A lungo ombra di Rossi e Pascale, sarà rimossa dallo staff presidenziale e destinata ad altro incarico. Trattandosi di una giornalista, sembra sia stata valutata anche la possibilità di un approdo al Tg5.

La svolta imposta dal direttorio non va però considerata come un "favore" ai tanti nemici giurati del cerchio magico, che pure considerano prezioso questo colpo di spugna. Chi sta al fianco di Berlusconi durante la faticosa riabiltazione (il ritorno a casa è previsto tra il 10 e il 14 luglio), giura che il capo ha vissuto con enorme fastidio il tentativo di secessione morbida di Giovanni Toti, Paolo Romani e Maria Stella Gelmini. La partita interna, tuttavia, è appena all'inizio.

Mariarosaria Rossi durante una seduta alla Camera dei Deputati, Roma, 13 settembre 2011. ANSA/ALESSANDRO DI MEOANSA/ALESSANDRO DI MEO[/caption]

 

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