INTERVISTA A VENTRE: VIA LA PUBLISERVIZI, ANDRO’ AL BALLOTTAGGIO

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"Ogni mattina, quando mi alzo, mi faccio da solo la domanda che voi non mi avete fatto: ma chi me lo ha fatto fare?". Riccardo Ventre ride, ma poi torna ad affermare "la volontà di far tornare alla normalità Caserta e di renderla accogliente, capoluogo, policentrica, inclusiva, dinamica, smart, sicura". Vi sareste mai aspettati la parola "smart" in bocca a un 72enne? Il candidato sindaco del centrodestra è arzillissimo, in questa campagna elettorale, ha riservato più di una sorpresa ai media e lo conferma rispondendo alla nostra intervista.  Il vicesindaco della precedente giunta di centrodestra è finito in carcere per una brutta storia di camorra e politica? Ventre non ha indugi ed è convinto dell'urgenza di una svolta. Per lui la priorità è "l’eliminazione del malaffare, bisogna proseguire con la riorganizzazione della macchina amministrativa ed arrivare a rendere Caserta finalmente normale, sicura, accogliente e a misura di cittadino".

Per questo non ha soluzioni troppo concrete ma individua "l’attivazione dei fondi europei per ridare respiro a Caserta e rilanciare un’azione amministrativa che altrimenti è bloccata, stante il dissesto finanziario e l’esiguità dei fondi statali ed ordinari che accomunano tutti gli Enti locali ed i Comuni italiani in particolare. Varare un programma di interventi capillari ma rispondenti ad una logica e ad una visione globale ed unitaria sarà propedeutico alla parteciopazione del Comune a bandi ed iniziative finanziate con risorse comunitarie”.

Quali saranno le sue prime cinque decisioni?
"In primis, arginare il fenomeno dell’arrivo incontrollato di immigrati in città e, d’intesa con i comuni vicini che pure sono interessati come il nostro, risolvere il problema dell’ordine pubblico e della sicurezza su viale Carlo III dove i lavavetri non rappresentano certamente un bel biglietto da visita per Caserta e la Reggia sullo sfondo, oltre che rappresentare una minaccia costante per l’incolumità degli automobilisti. Quindi, attraverso la nomina di un assessorato ad hoc, riprendere il discorso del Macrico e delle tante aree dismesse dislocate sul territorio comunale, a partire da giardini, villette e piazze che oggi risultano abbandonate e talvolte chiuse per l’impossibilità del Comune di sostenere i costi di gestione e di manutenzione, e che devono essere restituite alla fruibilità pubblica. Procederemo da subito anche alla internalizzazione dei servizi, partendo dal prossimo 1 gennaio e sfruttando questi ultimi mesi di affidamento di taluni servizi ad una società esterna per riprofessionalizzare ed aggiornare il personale.andrà, poi, rivista la ztl, attraverso un suo ridimensionamento, e rivisto il piano traffico per suoperare la logica delle scelte cervellotiche seguita fino ad oggi. Infine, riorganizzeremo l’intero sistema dei parcheggi procedendo alla riduzione del costo del grattino che a Caserta ha toccato livelli insostenibili per tutti".


Anche per le sue proposte a costo zero da realizzare immediatamente o a breve e medio termine in città, le soluzioni non sembrano concrete e immediate: "Il Comune dovrà guardare ai privati per creare una sinergia davvero proficua per tutti e non solo produttiva per l’imprenditore di turno che non può solo prendere ma anche lasciare qualcosa alla città. Ciò che è accaduto fino ad oggi è indegno ed indecente con aggi che superano il 90% e che devono essere drasticamente ridotti per poi internalizzare i servizi al fine di far incassare al comune queste somme versate dai cittadini, ovviamente in misura molto minore rispetto a quanto avviene oggi. Ecco perché dico che, in assenza di risorse finanziarie, bisognerà ricorrere alla partneship con i privati per garantire cura e manutenzione di aree e strutture pubbliche. Analogo discorso bisognerà fare con i commercianti per riqualificare e rivitalizzare il centro cittadino, a partire da Corso Trieste e passando per le altre strade, in una logica di sussidiarietà orizzontale dove ognuno, a tutti i livelli, fa la propria parte".

Il contratto della Publiservizi è in scadenza? Ventre è rigido: "Come ho già detto prima, la mia amministrazione procederà alla internalizzazione dei servizi, senza aspettare un solo giorno e senza rinnovare o prorogare o bandire ulteriormente una gestione dannosa per le casse dell’Ente e per le tasche dei casertani".

Sarebbe disponibile ad espropriare il Macrico? Lo ritiene possibile? Per farci cosa?
"Premesso che va trovata un’intesa necessariamente con l’Istituto Diocesano, ci sono due scuole di pensiero che finora si sono confrontate sul futuro del Macrico: la prima tesa a farne un’area tutta verde, la seconda favorevole ad una speculazione edilizia con la costruzione in loco di ulteriori fabbricati. Né l’una né l’altra mi trova d’accordo in quanto sono per una terza soluzione, una via di mezzo che prevede il mantenimento sia dell’attuale superficie verde che dei capannoni ivi esistenti, procedendo alla riconversione di quesi ultimi in uffici pubblici e residenze di pregio, ma senza aumentare di un solo metro cubo l’attuale cubatura, al fine di rendere possibile anche la manutenzione del verde. In assenza di fondi comunali, per percorrere l’unica strada possibile per gestire quel grande polmone verde che nessuna altra città possiede, c’è bisogno della presenza di enti ed istituzioni che operino all’interno del Macrico e che ne rendano vivibili e fruibili gli spazi aperti attrezzati".  

I dirigenti comunali sono pochi, quasi tutti indagati in più processi e oggetto di critiche generalizzate. Cosa fare? E' possibile ridurre loro lo stipendio, se è obbligatorio tenerli in servizio?
"Negli anni c’è stata una commistione tra pubblico e privato in città che, soprattutto a livello di macchina comunale, ha portato ad un malaffare inaccettabile che deve essere debellato senza indugio. I dirigenti comunali hanno fatto la loro parte in questo ma non biosgna generalizzare, fermo restando che va ritrovato il rigore e la fermezza da parte di tutti, con l’amministrazione che dovrà operare un maggiore e più incisivo controllo. Certamente, non potendo toccare gli stipendi che sono istituti fissi regolati dai contratti collettivi nazionali di categoria, va rivisito il sistema di riconoscimento di incentivazioni, premi di produttività e quant’altro finisce per ingrossare notevolmente le buste paga di diversi dirigenti".

nche per i dipendenti del Comune, Ventre sembra ispirato al metodo del padre di famiglia: "Nei prossimi tre anni saranno oltre 80 i dipendenti che andranno in pensione per cui va riorganizzata, come dicevo prima, necessariamente la macchina comunale e rivisto l’organico in termini di unità di personale. Vede tutti loro hanno voglia di lavorare e sono pronti a dare il loro contributo alla causa ma vanno rimotivati e riprofessionalizzati, dando loro gli obiettivi da raggiungere e coinvolgendoli nel raggiungimento degli stessi, d’intesa con i sindacati".

Ritiene di ottenere un numero di voti superiore al totale di quelli dei suoi candidati consiglieri?
"Guardi, più che prendere un voto in più delle liste che pure potrebbe starci in considerazione della mia storia personale e politica, mi interessa molto che i cittadini comprendano la portata del nostro progetto per risollevare le sorti di Caserta e rilanciarne l’immagine all’esterno. Non era nelle mie aspettative di vita candidarmi a sindaco di Caserta, ma l’ho fatto sotto la spinta di tantissime casertane e casertani e su espressa richiesta dei movimenti civici e dei partiti politici di centrodestra che sostengono la mia candidatura a Sindaco".

Se non dovesse essere eletto sindaco e la sua coalizione ottenesse il quorum, rinuncerà al suo seggio in favore del candidato consigliere più votato? Se no, perchè?
"Un principio irrinunciabile in democrazia è il rispetto della volontà popolare ed io intendo rimanere al mio posto fino all’ultimo, qualunque sia il ruolo che la gente mi riconoscerà, sia esso di maggioranza che di minoranza. La fiducia dei cittadini non va mai tradita e l’ho già dimostrato nel 2006 quando, dopo aver rinunciato alla candidatura a sindaco, fui eletto nelle liste di Forza Italia tra i banchi di opposizione e vi rimasi fino all’ultimo giorno, partecipando attivamente a tutte le sedute del Consiglio Comunale".

Sull'apparentamento con una delle due coalizioni in ballo in un eventuale ballottaggio, nel caso arrivasse terzo?: "Escludo categoricamente un’ipotesi del genere perché noi andremo sicuramente al ballottaggio ma se dovesse accadere, perché in democrazia tutto è possibile, valuteremo il da farsi e ci confronteremo sui programmi per la città".

Ventre, poi, ritorna a sorridere anche alla domanda sul gradimento degli altri candidati sindaci, ma non fa nomi: "Scherzi a parte, colui che vorrà bene davvero a Caserta e ai casertani e alle casertane".

Rinuncerà agli emolumenti economici riferiti alla carica che otterrà dopo le elezioni? Stavolta è il èpolitico navigato  riflessivo a rispondere: "Vede, la più grande presa in giro si realizza in campagna elettorale con annunci e spot che nulla attengono con la gestione della città e le idee che si propongono. Talune decisioni attengono alla sfera intima e personale di ogni candidato che deve avere la dignità di non farsi pubblicità ingannevole su questioni del genere, ma porre in essere atti concreti rivolti al sociale". E quindi immagina di destinare i suoi molumenti "senza ombra di dubbio ad attività nel sociale ed interventi per i meno abbienti. Ma, ripeto, senza clamori e senza dirlo in giro. Ci vuole rispetto per la gente".

Le sue promesse finali: "Il mio impegno ed il mio amore per Caserta, la voglia di riscattare una città mortificata per troppo tempo fino ad oggi e legalità, onestà e trasparenza nell’azione amministrativa. Siamo pronti con la mia coalizione a fare la nostra parte per rilanciare il tessuto sociale, culturale e produttivo cittadino, con le frazioni e le borgate, e per diffondere e rendere concreta e fattibile una nuova Cultura di Città, e sono sicuro che la gente è con noi".

Ormai, mancano solo poco più di 24 ore al voto di domenica. Ventre sembra sereno in una sfida assai difficile. Nelle ultime ore, poi, la sua posizione è insidiata da una manovra a tenaglia delle liste di Speranza per Caserta: alcuni suoi candidati sono arrivati a proporre pubblicamente il voto disgiunto pur di drenare voti a favore di Francesco Apperti. Una mossa strana e singolare, perché in tal modo le liste indebolite di Apperti non potrebbero aspirare nemmeno al premio di maggioranza, in caso di vittoria finale di Apperti, consegnando Caserta all'impossibilità di governare, con un ritorno a breve alle urne.
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