IN FUGA DAL CENTRODESTRA, AI PIEDI DI DENIS VERDINI

danna vincA 72 ore dal voto del 5 giugno che rinnoverà il Consiglio comunale del capoluogo di Terra di Lavoro diventano più insistenti le indiscrezioni che disegnano un centrodestra più che in frantumi. Qualunque sia l'esito del gradimento dell'elettorato sulla mini coalizione raccolta intorno al candidato sindaco Riccardo Ventre, è ormai certo che il destino del tradizionale cartello moderato capeggiato da Forza Italia sia segnato.

Una buona affermazione di Nello Spirito e della sua lista Uniti per Caserta consoliderà a Caserta l'area fittiana, mentre è indubbio che dentro il partito di Silvio Berlusconi si arriverà ad una resa dei conti. I contrasti ai vertici dirigenziali casertani, divenuti perfino oggetto di un'articolata considerazione del quotidiano Il Mattino, spingeranno fuori del partito chi già ha dimostrato di lavorare da tempo per trovarsi una nuova sponda.

I transfughi di Forza Italia (per meglio dire, i prossimi espulsi da Berlusconi) da settimane fanno la corte a Denis Verdini, ai piedi del quale si sono prostrati per continuare a contare qualcosa. Dovranno fare i conti conn il senatore Enzo D'Anna, che Verdini ha incaricato di vagliare il peso e la reale consistenza degli aspiranti.

Altri si accaserebbero in quell'Area Popolare di ispirazione nazionale che sta facendo le prove generali a Roma, i cui verrtici sarebbero ancora più "sospettosi" nei confronti di new entry dal sapore strumentale costruite sulla scorta di scimmiottamenti politici senza alcuna autorevolezza e che per affiancare il centrosinistra devono avere i numeri dalla loro parte.
danna vincAncorati alle future scelte di Stefano Caldoro, invece, i riferimenti casertani del Nuovo Psi, costretti in questa ultima competizione a confluire frettolosamente nella pasticciata mini coalizione raccolta intorno a Riccardo Ventre.

Anche lo stesso Ventre, dopo la scelta di Primavera Casertana, è di fatto fuori da Forza Italia e dovrà preferire una o l'altra delle opzioni moderate in campo per continuare ad avere una corrispondenza politica che travalichi i confini del capoluogo di Terra di Lavoro.

E Fratelli d'Italia? Anche il partito casertano di Giorgia Meloni dovrà dissanguarsi in una resa dei conti cittadina: l'esito del 5 giugno sarà il peso concreto per il valore reale di tutti i  candidati consiglieri. Una percentuale minima di voti ottenuti nelle urne contribuirà a questa sanguinosa resa dei conti.

danna vinc

 

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